venerdì

remember, remeber

ora.
fra i miei viaggi mentali tendenzialmente azzardi se ne affaccia uno reale.c'è qualcosa nell'aria che sfrigola.
la mia certezza di fuga.

ora.
che sia un baco, questo mondo, e io la mela e che la mela diventi baco per il baco, a volte, è indubbio.
la verità suprema è che abbiamo l'essenza sfaccettata al punto da sembrare sferica.e le troppe sfaccettature ci limitano.e i nostri limiti soffocano.e la mia filosofia è spicciola.

e ora.
proprio ora che non sento la fuga sulla spalla, pappagallo-avvoltoio, proprio ora so che se non scrivo sto male.è la mia chiave della felicità.

tanto tutto è racconto, no?

lunedì

can i have your sweater?

perchè, a volte, i miracoli.

venerdì

diciassetteaprile.

ci sono numeri che mi impressionano.e non parlo del diciassette.
parlo della sequenza 1 7 0 4.
la trovo brutta.

oggi ho sentore d'universo.

lunedì

lucernario.

credo che la primavera si sia portata un soffio di gusto per il tragicodelirante.

non è un caso che oggi ami domino.

sabato

kūfiyyä.

sono la persona meno razzista del mondo.
ma Israele e i sionisti in Palestina hanno seriamente fatto gli stronzi.

e stronzi pure quelli che la kefiah la portano per moda.

where the wild roses grow.

she's lost control.
she took everyone she wants.she didn't care of them.

she's been everybody else's girl.

ha toccato l'inferno, ha baciato tutti i demoni.
e consì continuerà, nei secoli dei secoli.

giovedì

i can hardly wait

lì coltivavano neve.io qui coltivo concetti che non hanno riscontri verbali.
come anime astratte.strappate al corpo e alla sensorialità quotidiana per essere sbattute da una sensorialità straordinaria, in cassa di risonanza.

li coltivo perchè tornino quadrati a integrarsi nella norma.
ma non serve.quelli continuano a crescere all'interno dell'esperienza ultraterrena, al di là dello scambio equivalente.

eppure li coltivo ancora.
al di là dello scambio equivalente, perchè mi sfuggano ulteriormente.
perchè la loro forza sia nella natura sfuggente che IO gli ho conferito.perchè chi li afferra e li pronuncia, certi concetti, ne coglie solo la superficie liscia.

io voglio quella ruvida.voglio quella profonda, come un mio rantolo in gola.voglio sapere che comunque lo capisci, perchè neanche tu rientri nella norma.
perchè la norma ci uccide e dunque la scansiamo.
voglio non dirlo.e che tu comunque lo sappia.
[voglio essere rifugio.]